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locaEdizione Nazionale Italiana Pietro Antonio Locatelli
diretta da Sergio Durante

Promossa Edizione Nazionale Italiana (Decreto Ministeriale del 2 giugno 1999)


Comitato Scientifico: Sergio Durante (Padova, President), Ludwig Finscher (Heidelberg), Gustav Leonhardt (Amsterdam), Massimiliano Sala (Pistoia, Secretary Treasurer), Reinhard Strohm (Oxford), Michael Talbot (Liverpool), Christoph Wolff (Cambridge, MA).

locatelliPietro Antonio Locatelli (1695-1764) è un compositore bergamasco oggi annoverato tra i principali musicisti italiani dell’epoca tardo-barocca che, dopo un soggiorno a Roma e una brillante carriera di virtuoso in giro per l’Europa, si trasferì definitivamente in Olanda, dove trascorse buona parte della propria esistenza.
La pubblicazione dell’Opera omnia del compositore è iniziata nel 1994 presso l’antichissima, quanto prestigiosa, casa editrice Schott (Mainz-London-Madrid-Paris-New York-Tokyo-Toronto). L’edizione critica in 10 volumi – comprendente le opere con e senza numero d’opera, il catalogo tematico, le lettere, i documenti relativi alla vita e un’iconografia del compositore bergamasco –, si è recentemente conclusa (1994-2002). Attualmente si sta procedendo con la pubblicazione dell’edizione pratica, che annovera le parti staccate delle opere orchestrali, gli spartiti delle composizioni cameristiche, un’edizione separata dei 12 Concerti dell’«Arte del Violino» in riduzione per pianoforte e violino, e una versione delle opere orchestrali in partitura tascabile (Eulenburg).

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Ultime uscite

  • EOS 1847/1853
    Sei Introduzioni teatrali e Sei Concerti, Opera IV, edited by Anna Cattoretti and Livia Pancino, 2 voll., pocket score Eulenburg, 2008
    ISMN M-2002-2479-5 / M-2002-2480-1
  • ED 12626
    12 Sonate per Violino Solo e Basso Continuo, Opera VI, Vol. I, n. 1-6
    edited by Barbara Sciò, thorough bass by Filippo Ravizza, 2008.
    ISMN M-979-0-2201-2519-5
  • ED 12627
    12 Sonate per Violino Solo e Basso Continuo, Opera VI, Vol. II, n. 7-12
    edited by Barbara Sciò, thorough bass by Filippo Ravizza, 2008.
    ISMN M-979-0-2201-2511-9

 

  • Biografia
  • Decreto Ministeriale

Compositore e violinista italiano. La sua importanza sta soprattutto nell’aver composto la raccolta L’Arte del Violino, dodici concerti per violino con 24 Capricci per violino solo collocati nel primo e nell’ultimo movimento di ogni concerto. Questa raccolta ha esercitato un grande influsso sullo sviluppo della tecnica violinistica, tanto che Locatelli può essere considerato uno dei padri del virtuosismo strumentale moderno.
Nato da Filippo e Lucia Crocchi (o Trotta), riceve i rudimenti della musica tra le ‘cantorie’ della Basilica di Santa Maria Maggiore, a Bergamo, forse sotto la guida di Ludovico Ferronati o Carlo Antonio Marino, due tra i musicisti più in vista della città. Nell’aprile del 1710 il quattordicenne violinista appare già membro dell’ensemble strumentale attivo nella sopranominata chiesa bergamasca e l’anno successivo, nel gennaio, acquisisce la carica ufficiale di terzo violino. Nello stesso anno, 1711, il giovane Locatelli chiede ai propri datori di lavoro il permesso di recarsi a Roma, istanza che viene accolta con favore. La tradizione che lì lo vuole allievo di Corelli è da considerarsi veritiera soltanto nell’accezione di appartenenza a una ‘scuola’. In effetti Locatelli dovette affinare le proprie qualità di violinista sotto l’ala di un riconosciuto virtuoso corelliano, forse Giuseppe Valentini, che nel 1714 troviamo accanto a Locatelli in occasione delle esecuzioni promosse dalla nobile famiglia Caetani a Sermoneta, potè curarne l’istruzione nel primissimo periodo di permanenza a Roma ma è altresì probabile che Locatelli possa essersi avvalso dell’appoggio di un virtuoso della cerchia ottoboniana del calibro di Antonio Montanari o Domenico Ghilarducci. Tra il 1717 e il 1723 Locatelli è frequentemente convocato, al fianco dei migliori virtuosi della sua epoca, alle esecuzioni musicali promosse dal cardinale Pietro Ottoboni presso la Chiesa di San Lorenzo in Damaso. A partire dal 1716 Locatelli interviene con una certa regolarità alle Congregazioni generali dei musici di S. Cecilia e la sua effettiva collaborazione con l’istituzione corporativa romana è attestata a più riprese sino al 1722. Non si sa con precisione quando Locatelli viene in contatto con il maggiordomo del Papa, il monsignor Camillo Cybo, dedicatario dei XII Concerti Grossi Opera I (1721), ma è certo che egli dovette trovarsi sotto la protezione del nobile prelato piuttosto presto, forse sin dall’epoca dell’affiliazione alla Congregazione dei musici di S. Cecilia (1716). Dopo il febbraio del 1723, data della sua ultima collaborazione attestata in casa del cardinale Ottoboni, la biografia di Locatelli si fa avara di notizie. Forse è lui il «bergamasco» che suona a San Giacomo degli Spagnoli, a Roma, nel luglio dello stesso anno. Resta un fatto: Locatelli scompare dai documenti romani nel corso del 1723 in corrispondenza della partenza dalla città del suo protettore, il monsignor Cybo.
La nomina di “virtuoso da camera”, conferitagli nel 1725 dal langravio Philipp von Hessen-Darmstadt, governatore asburgico a Mantova, non rappresenta di per sé una prova di un protratto soggiorno di Locatelli alla corte del Langravio: nessuna traccia del passaggio del violinista è stata finora rinvenuta tra le carte mantovane. Anche gli archivi veneziani non recano segni della permanenza di Locatelli in città; il soggiorno a Venezia dovette però concretamente prodursi tra il 1723 e il 1727, come si potrebbe dedurre dalla lettera dedicatoria al patrizio veneto Girolamo Michiel Lini preposta ai Concerti dell’Arte del Violino (Op. III). Il 26 giugno 1727 Locatelli compare al di là delle Alpi, a Monaco di Baviera, presso la corte del Principe-Elettore Karl Albert, dove riceve 12 fiorini d’oro per una esibizione. L’anno successivo lo ritroviamo a Berlino, come certifica un rapporto dell’ambasciatore di Braunschweig alla corte prussiana, che riferisce di una esibizione del violinista, presso il palazzo di Monbijou, dinanzi della regina Sofia Dorotea. La tradizione vuole Locatelli giunto alla corte di Federico Guglielmo I di Prussia da Dresda, al seguito del principe-elettore Augusto il Forte. Qui, al cospetto del sovrano prussiano, egli si sarebbe esibito due volte, ricevendo in dono dal Re «eine sehr schwere goldene Dose mit Ducaten». A questa leggenda si connette pure il problema del rapporto tra Locatelli e la corte di Dresda: le testimonianze che attesterebbero un legame tra Locatelli e il Principe-Elettore di Sassonia, Re di Polonia, sono però suffragate solamente dalla presenza di alcune sue composizioni nell’archivio della cappella musicale di Dresda. Del 1728 è ancora un’altra testimonianza: Locatelli ‘firma’ una pagina – raffigurante un Andante pubblicato più tardi nella terza sonata per flauto dell’Op. II (1732) – dell’album di ricordi (Stammbuch) di Hendrik van Uchelen, un uomo d’affari di origine olandese residente a Francoforte sul Meno. Nel dicembre dello stesso anno ritroviamo Locatelli a Kassel, dove riceve un compenso di 80 talleri imperiali per ‘un servizio reso’ presso la corte del langravio Carl von Hessen-Kassel. Ed è grazie ai contatti che Locatelli intrattiene con la corte di Kassel che conosciamo, con buona approssimazione, la data dell’arrivo del violinista ad Amsterdam: da una lettera del dicembre 1729 indirizzata al principe Maximilian von Hessen, si apprende che egli si trovava ad Amsterdam da almeno quattro mesi e che intendeva trattenervisi per tutto l’inverno.
Certamente non l’attività concertistica nella Repubblica delle Province Unite, o più specificamente quella di Amsterdam, deve essere considerata come ragione della presenza di Locatelli in questo paese, ma piuttosto la forte editoria musicale olandese che, con la sua tecnologia avanzata e un’efficiente rete commerciale, garantiva una larga diffusione internazionale. Arrivato ad Amsterdam Locatelli continua la sua collaborazione con la casa editrice Roger-Le Cène, già iniziata con l’uscita dell’Op. I nel 1721, tramite la pubblicazione delle sue opere orchestrali, mentre pubblica a proprie spese le raccolte contenenti la musica da camera (Opp. II, V, e VIII) curandone personalmente anche la vendita presso la propria abitazione. Nel 1731 Locatelli chiede ed ottiene dagli Stati dell’Olanda e della Frisia Occidentale un ‘privilegio’ per la stampa delle proprie opere, che aveva una validità di 15 anni e che viene rinnovato nel 1746, dimostrando una cauta pianificazione e gestione della pubblicazione delle sue opere.
In base alla testimonianza di Locatelli stesso e dei contemporanei, il musicista si tenne lontano dal pubblico «and he never will play any where but with Gentlemen». Probabilmente per una cerchia ristretta di dilettanti benestanti teneva, ogni mercoledì con regolarità, un concerto presso la propria abitazione. I beni trovati in casa di Locatelli al momento della sua morte dimostrano chiaramente che egli nei 35 anni trascorsi ad Amsterdam godette di una certa agiatezza. Tra gli effetti personali del compositore si trovava anche un’ampia collezione di opere d’arte e di libri antichi (relativi a varie discipline e in diverse lingue) anche in più esemplari, fatto che suggerisce una possibile attività commerciale in un’Olanda al tempo ricca di benestanti collezionisti.

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dipartimento per i beni archivistici e librari
Direzione generale per i beni librari e gli istituti culturali

Il Ministro
VISTO l'art.2 della Legge 12 gennaio 1991, n.13, concernente gli atti amministrativi emanati in forma di decreto ministeriale;
VISTA la Legge 1° dicembre 1997, n.420 istitutiva della Consulta dei Comitati Nazionali ed Edizioni Nazionali;
VISTO il D.Lgs. 20 ottobre 1998, n.368 "Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali" e successive modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge 12 luglio 1999, n.237 concernente "modifiche alla normativa sui beni culturali ed interventi a favore delle attività culturali";
VISTA la Legge 23 febbraio 2001, n.29, art.5, comma 11, abrogativo del comma 4 art.2 e del comma 5 art.3 della legge 1° dicembre 1997, n.420;
VISTO il D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 "Codice dei beni culturali e del paesaggio" ai sensi dell'art. 10 della L. 6 luglio 2002, n.137;
VISTO il D.Lgs. 8 gennaio 2004, n.3 "Riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, ai sensi dell'art.1, della L. 6 luglio 2002, n.137";
VISTO il D.P.R. 10 giugno 2004 n.173 "Regolamento di organizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali";
VISTO il D.M. 24.09.2004 "Articolazione della struttura centrale e periferica dei dipartimenti e delle direzioni generali del Ministero";
VISTA la richiesta del 15 marzo 2005 presentata dal Prof. Albert Dunning, Segretario Generale della Fondazione Locatelli;
VISTO il verbale della riunione della Consulta per i Comitati nazionali, svoltasi in Roma l’11 luglio 2005;
VISTI i pareri delle competenti Commissioni parlamentari;
VISTO il D.M. 1. 2. 2006 concernente la ripartizione dello stanziamento per l'anno finanziario 2006 di cui al cap. 2054;
DECRETA
- Art . 1 -
È promossa l’Edizione Nazionale dell’Opera omnia di Luigi Boccherini
- Art . 2 -
La Commissione incaricata di curare I lavori della suddetta Edizione è così composta:
-Prof. Dr. Theophil Antonicek
-Prof. Sergio Durante
-Prof. Dr. Ludwig Finscher
-Dr. Roberto Illiano
-Dr.ssa Fulvia Morabito
-Prof. Rudolf Rasch
-Dr. Massimiliano Sala
-Dr. Andrea Schiavina
-Prof. Dr. Christian Speck
- Art . 3 -
Per i membri del Comitato Nazionale non è prevista l'attribuzione di gettoni di presenza.
- Art. 4 -
La Commissione elegge nel proprio seno il Presidente e il Segretario Tesoriere
- Art. 5 -
La Commissione può ricevere contributi dalle Amministrazioni statali, dalle Regioni, dagli Enti locali e da istituzioni e soggetti pubblici e privati.
- Art. 6 -
Il presente decreto sarà inviato agli organi di controllo, per la registrazione, e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Roma, 27 aprile 2006
IL MINISTRO

 

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