Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherinilogocs

Research in Musicology

groppoli per la storia della musica a pistoia

storiaptScrive Fernand Braudel che «le città sono come dei trasformatori: esse aumentano le tensioni, precipitano gli scambi, rimescolano all'infinito la vita degli uomini […]. Sono gli acceleratori dell'intero tempo della storia. il che non significa che esse non facciano soffrire gli uomini nel corso dei secoli: anche gli uomini che in esse vivono».
La tradizione musicale di Pistoia trova le sue radici nei secoli e continua ancora oggi con le sue scuole, le sue accademie, la produzione di strumenti musicali apprezzati in tutto il mondo. Groppoli ha sempre avvertito profondo il bisogno di conoscere la Città nella sua complessità, ma ancora più forte è stato il bisogno di testimoniare questo amore, un amore umano come risorsa di ogni persona, dalla più fortunata alla più emarginata.
Tale è lo scopo che si prefigge questo nuovo progetto, 'Groppoli per la storia della musica a Pistoia', una realtà di assoluta eccellenza che prevede la produzione di edizioni critiche e libri miscellanei concepiti per ridare vita a quei numerosi monumenti che giacciono ancora pieni di polvere tra gli scaffali delle nostre biblioteche, la presentazione dei volumi nei luoghi della cultura pistoiese, nonché la promozione di concerti e giornate di studio di rilievo internazionale.
È la storia di tre secoli, un monumento della nostra storia che include i principali personaggi della realtà pistoiese (compositori, musicisti, mecenati, cantanti), lo studio delle opere teoriche e musicali, il contesto storico sociale.
Determinante per la programmazione e il compimento dell'opera è stato l'incontro con il Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini al quale debbono andare i nostri ringraziamenti nella persona del presidente Massimiliano Sala con il quale abbiamo operato sorretti da un duplice amore: Pistoia e la sua musica impareggiabile.

Pistoia, 19 ottobre 2011
Gli amici di Groppoli

 

 

Brochure

E' con grande piacere che introduco l'opera che il Centro Studi Opera Onnia Luigi Boccherini e l'Associazione Amici di Groppoli si apprestano a presentare. Un progetto ambizioso ma, a mio avviso, necessario.
Sentiamo il bisogno di ridare lustro a un elemento della cultura pistoiese forse poco conosciuto, poiché, citando Uto Ughi, la musica ha una fondamentale componente spirituale: rende la società meno arida, meno egoista, meno violenta.
Forse, con queste premesse, il lavoro puntuale e accorto dei nostri concittadini potrà essere apprezzato in maggior misura anche da coloro che nelle storie, nei personaggi e nelle opere musicali ricercano più del solo piacere, bensì una lezione di interesse collettivo.

Federica Fratoni
Presidente Provinca di Pistoia

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Pistoia ha attraversato tutto l'arco della storia della musica occidentale con un ruolo da protagonista, sia per quanto riguarda la produzione di musica e musicisti che per l'attività delle sue istituzioni musicali. Dalla musica a servizio della liturgia in cattedrali, basiliche, confraternite e santuari — si consideri la Cappella della sua Cattedrale che ha prodotto organisti e compositori di prestigio per tutto il periodo della sua prolifica attività —, all'azione di mecenatismo esercitata dalle più note famiglie aristocratiche, in virtù delle quali Pistoia poté esportare in tutta Europa, nel Seicento e Settecento, famosi cantanti castrati del periodo. Pistoia vanta inoltre una ricca produzione di musica strumentale e teatrale nel xviii secolo, grazie a musicisti come Lodovico Giustini da Pistoia, Vincenzo e Francesco Manfredini e Giuseppe Gherardeschi, che si cimentarono nella produzione di sinfonie, musiche per tastiera e organo, opere e oratori. Per comprendere il valore di questa produzioni si pensi ad esempio all'Opera 1 di Lodovico Giustini da Pistoia, «12 sonate de cimbalo di piano e forte detto volgarmente di martelletti», pubblicata a Firenze nel 1732, che fu in assoluto la prima musica a essere stata scritta per fortepiano.

La città di Pistoia fu al passo con le più aggiornate realtà produttive europee, promuovendo la fondazione di solide istituzioni musicali (Accademia dei Risvegliati, Teatro dei Risvegliati, Accademia degli Armonici, Teatrino del Corso, Arena Matteini, ecc.) che crearono una vita musicale dinamica e prolifica anche oltre i confini territoriali, arrivando ad assumere, con Teodulo Mabellini, un posto di primo piano nel panorama operistico ottocentesco e a ospitare virtuosi internazionali del calibro di Nicolò Paganini.

Groppoli per la storia della musica a Pistoia, questo il nome della serie promossa dall'Associazione Amici di Groppoli (Pistoia) e dal Centro Studi Opera Omnia Luigi Boccherini, prevede la pubblicazione (a cadenza annuale) di volumi storici, biografici ed estetici, oltre alla riproduzione anastatica e commentata di trattati e alla produzione di edizioni critiche. Gli sforzi profusi per curare un progetto articolato come questo saranno ricompensati dall'aver colmato una lacuna storiografica non indifferente. L'obiettivo è quello di fornire un monumento della storia della musica cittadina che includa i principali personaggi della realtà pistoiese (compositori, musicisti, mecenati, cantanti, ecc.), lo studio delle opere teoriche e musicali, e il contesto storico sociale.

Il progetto si propone di fornire una realtà di eccellenza in città, che affianchi alla produzione editoriale la presentazione dei volumi nei luoghi culturalmente strategici della città di Pistoia, abbinata a concerti, nonché convegni e giornate di studio per approfondire le tematiche in esame. La pubblicazione di edizioni musicali fornirà ai musicisti l'accesso a partiture ancor oggi per lo più sconosciute e offrirà l'opportunità di eseguirle in concerto e di inciderle. L'iniziativa ha una rilevanza internazionale, in quanto la collana coinvolge l'attività di musicologi provenienti da tutto il mondo; inoltre i volumi saranno distribuiti in tutte le più importanti biblioteche europee, americane e asiatiche, e presentati nei convegni musicologici di maggior richiamo.

L'intero progetto si configura pertanto come un elemento rilevante per la valorizzazione del patrimonio storico-musicale pistoiese e per lo sviluppo delle potenzialità turistico culturali del territorio.

released

 

Vol. 3 - The Early Keyboard Sonata in Italy and Beyond

edited by Rohan H. Stewart-MacDonald, Turnhout, Brepols, 2016 (Studies on Italian Music History, 10), pp. xxii+334, isbn 978-2-503-56801-0.

The Early Keyboard Sonata in Italy and Beyond takes as its subject the birth of the keyboard sonata in Italy and its subsequent efflorescence. With a time-frame spanning the mid-seventeenth and late eighteenth centuries the book proceeds outwards from the contributions of Italians Lodovico Giustini (Pistoia), Francesco Geminiani (Lucca, Naples, London), Baldassare Galuppi (Venice), Giovanni Battista Sammartini (Milan) and Domenico Scarlatti, with new insights on the sonata outputs of Germans George Frideric Handel, Johann Ulrich Haffner and Johann Christian Bach. The book employs a mixed methodology, with source studies alternating with analytical investigations, considerations of performance practice and organology. Central themes include the initial coalescence of the keyboard sonata as a genre and the problems of reconciling diversified usages of the term ‘sonata’; the keyboard sonata’s dissemination through contemporary published sources, accessed by an international community of amateur and professional players; the ambiguous distinction, in this period, between composition and arrangement; and the relative status of the keyboard sonata and neighbouring genres. Several chapters will consider the stylistic developments undergone by the keyboard sonata in the middle and later eighteenth century. This will lead to critical re-examination of traditional distinctions between ‘Baroque’ ‘Galant’ and ‘Classical’ keyboard idioms, and most importantly, reconsideration of the traditionally narrated evolution of ‘sonata form’ from the ‘mid-century’ sonata to the ‘high Classical’ of synthesis of Haydn, Mozart and Beethoven, that understates or otherwise distorts the significance of earlier Italian models. One of the book’s overriding aims is to support and build on recent attempts to counteract the traditional view of an eighteenth century subdivided between ‘Baroque’ and ‘Classical’ eras

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manfrediniVol. 2 - Vincenzo Manfredini, Regole armoniche

edited by Massimiliano Sala, facsimile of the 1775 Venice edition, with an annotated English translation by Robert Zappulla, Turnhout, Brepols, 2013 (Musical Treatises, 1), pp. xvi+216+116 (unnumbered tables), ISBN: 978-2-503-54883-8.

A composer of,  amongst other things,  operas,  ballets,  symphonies,  string quartets and harpsichord sonatas,  Vincenzo Manfredini eventually turned to writing about music. His Regole armoniche is an important source of information on eighteenth-century performing practices. In this work he summarizes all of the rules surrounding accompaniment illustrating them with written-out realizations. He is,  quite possibly,  the only Italian author of an accompaniment treatise to take this approach. His comments on singing sparked controversial exchanges between the Italian castrato Giovanni Battista Mancini and Esteban de Arteaga. The volume aims to investigate the genesis and the role of Regole armoniche in the light of theoretical concepts and debates within eighteenth-century musical spheres. The volume is divided into three parts: firstly,  an opening collection of critical essays (by Gregory Barnett,  Jean Grundy Fanelli, Rudolf Rasch and Peter Walls) concerning Manfredini’s life,  his output and his intellectual inclinations; secondly,  a facsimile edition and finally,  an annotated edition whose translation into English is long overdue.

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Vol. 1 - Bernardo Pasquini, Le Cantate,

edited by Alexandra Nigito, Turnhout, Brepols, 2012 (Monumenta Musica Europea, III/2),
cclxxxiv+777 pp., 230 x 310 mm, 2011, Hardback ISBN 978-2-503-51519-9

 

This critical edition collects Bernardo Pasquini's sixty-plus unpublished cantatas. It not only enriches the field of studies on Roman vocal music during the last quarter of the 17th century, but also enhances our knowledge of this versatile composer. Although today Pasquini's name is still primarily associated with his keyboard works and his fame as a virtuoso, we must not forget that a substantial part of his output was devoted to vocal music. As was then customary, most of his cantatas are chamber works, for one voice only, and secular in content. To these, however, we must add the large festive cantatas, composed for important celebrations and scored for various voices and instruments, and the spiritual cantatas, which can be likened to small oratorios. Given that this repertory was transmitted exclusively in manuscripts (though in no case autograph manuscripts), a study has been carried out on the late-17th-century Roman and Modenese copyists responsible for the surviving sources. Careful examination of the poetic texts, all anonymous, has also led to the identification of the authors of a very small number of the works: they include Cardinal Benedetto Pamphili, Francesco Maria Paglia and Alessandro Guidi. Finally, recent archival research has brought to light new information on the composer's life.

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