











... Massimiliano Sala's handsome volume is thus a welcome accomplishment. The editor has marshalled a roster of fine scholars who bring wide-ranging knowledge to bear on some of the most pressing questions regarding Viotti's life, works, and historical significance. Collectively, the sixteen essays included present a vastly enriched, substantially revised image of the composer and the cultural environments in which he worked. ... Yet the very fact that the unanswered questions now seem as urgent as they do surely attests to this volume's success in bringing Viotti and his times to life, reminding us of the great violinist's historical importance and unjustified neglect, and pointing the way toward further studies of the artist himself and those political, social, and economic forces that formed the complex, continually shifting backdrop to his career. (Floyd Grave)
... Il volume che la Ut Orpheus dedica a Viotti costituisce una novità della serie Ad Parnassum Studies, studi del giornale di musicologia con cadenza semestrale (Aprile e Ottobre) che tratta esclusivamente della musica strumentale del XVIII e XIX secolo.
Il libro, a cura di Massimiliano Sala, è scritto a più mani e ciascun capitolo è riportato nella lingua originale dell'autore che ne ha scritto il testa (Italiano, Inglese, Francese e Tedesco).
Vengono ripercorse le principali 'tappe' della vita del compositore (la sua permanenza a Parigi e il grande trionfo al Concert Spirituel, la sua attività da impresario in Francia e in Inghilterra), vengono riportati documenti che testimoniano i suoi rapporti con Ferdinando Paer (collaborarono ad un progetto, poi fallito, per l'allestimento del grand-opéra Olinde et Sophronie), con Muzio Clementi (ricordiamo che insieme fondarono la Philharmonic Society e che tentarono senza successo di trasformarla in Royal Academy of Music). Ma soprattutto viene dedicato ampio spazio a Viotti violinista, capostipite della moderna scuola violinistica, alle sue opere più significative (i concerti per violino, con particolare riguardo al Concerto n. 22 nelle diverse edizioni, e i quartetti), al suo stile e alla sua influenza sulle generazioni che lo seguirono. ... (Silvia Mancini)

... This volume, the first in the new critical edition of Boccherini's works under the direction of Christian Speck, has been elegantly produced. The musical text is clear and there is a helpful introduction in both Italian and English ... and a substantial critical commentary in Italian. ...
... Es difícil pensar en otra persona con mejores avales científicos para liderar la BCE que Christian Speck, el musicólogo que más ha investigado sobre Boccherini en las últimas dos décadas y editor, además, de los cuartetos Op. 2, dos conciertos para violoncello y una sonata igualmente para violoncello. Quizá por esta razón sea el propio Speck el que inaugura la colección con el primer volumen que ha servido para fijar la política editorial y la organización de cadatomo. La edición contiene las 16 arias G 544-559, todas para voz solista - excepto un dúo - con acompañamiento orquestal. Además de la propia edición musical, incluye un breve ensayo introductorio bilingüe (en italiano e inglés) sobre la piezas editadas, los textos completos de las arias (aparentemente sin intervenciones editoriales) y un detallado aparato crítico con la descripción y crítica de las fuentes, indicaciones para la interpretación y el listado de las variantes. En resumen, todos los ingredientes imprescindibles para convertir la BCE en la edición crítica de referencia tanto para musicólogos como para intérpretes.
Las arias de concierto forman parte de un repertorio que, como el propio autor refiere en la introducción, ha pasado inadvertido al igual que el resto de la producción vocal boccheriniana. Sin bien cuantitativamente la obras vocales son palmaria minoría en el catálogo del luqués, es cierto que con la excepción de la ópera, Boccherini cultivó todos los géneros vocales importantes de finales del xviii: misa, salmo, motete, oratorio, cantata, stabat mater y aria, junto a otros más particulares de la música española como son la zarzuela y el villancico. Es pues de justicia matizar la imagen del Boccherini compositor de cámara, aunque ciertamente fuera ésta su actividad predominante. ... (Miguel Ángel Marín)
... Grazie a un minuzioso studio delle fonti originali, il curatore Christian Speck ha realizzato un'edizione musicologicamente molto attendibile, facendo piena luce sui non pochi problemi testuali di cui dà conto nel puntuale apparato critico che conclude questo lussuoso volume. Nel complesso si tratta di un'edizione di altissimo livello, che inaugura nel migliore dei modi un'opera omnia destinata a diventare un punto di riferimento imprescindibile.
Una lodevole iniziativa editoriale è la pubblicazione degli Opera Omnia di Luigi Boccherini (1743-1805). In occasione del secondo centenario della morte, Ut Orpheus di Bologna, con la Fondazione Locatelli (Amsterdam-Cremona), presentano il primo volume della serie: le 16 Arie da concerto G 544-559 (catalogo Gerard). ... Alla lussuosa veste editoriale (rilegatura in tela e oro) corrispondono una chiara disposizione grafica della musica e un esauriente apparato di contorno: prefazione, introduzione, testi, fonti, interpretazione, notazione e varianti. (Antonio Galanti)


Da alcuni anni la casa editrice bolognese Ut Orpheus, oltre alla rivista di 'tendenza' Hortus Musicus, pubblica un'importante rivista internazionale, con un prestigioso comitato scientifico, dedicata alla musica strumentale "Ad Parnassum. A Journal of Eighteenth-and Nineteenth-Century Instrumental Music". Il mentore di tutta l'operazione cultural-musicale è Roberto De Caro, rara figura d'intellettuale che riesce a coniugare in maniera strettissima passione musicale ed impegno civile, e che dirige una casa editrice, come la Ut Orpheus, 'piccola' per le proporzioni soltanto quantitative, ma di grande rilievo e spessore per le proposte avanzate. Dal 2005 alle due riviste si accompagna una nuova collana di studi, Ad Parnassum Studies, inaugurata dal volume "Hector Berlioz. Miscellaneous Studies" a cura di Fulvia Morabito e Michela Niccolai, con introduzione di Julian Rushton. L'idea del libro è stata ispirata dal bicentenario della nascita di Berlioz occorso nel 2003. ... il volume collettaneo in questione concorre dunque a contrastare la sostanziale indifferenza gravata, in patria, sul bicentenario. Alcuni studiosi italiani hanno aderito alla proposta editoriale dei quaderni di "Ad Parnassum" offrendo un loro contributo ...sono stati chiamati in causa diversi specialisti stranieri che, secondo la consuetudine consolidata dalla rivista "Ad Parnassum", hanno presentato i loro studi nelle principali lingue musicologiche. ... Un volume, dunque, molto stratificato che mette in evidenza i meriti di un musicista come Berlioz che, per esempio, Luigi Dallapiccola ha considerato per la sua 'preveggenza' degno di stare accanto Arnold Schönberg per la sua "Harmonielehre". (Donatella Bellini)